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2008-12-28

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L'ARGOMENTO DI OGGI

 

 

CORRIERE della SERA

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2008-12-28

"Il governo riduca le tasse sui redditi da lavoro e pensione"

Cgil: "Retribuzioni ferme nel 2008"

L'aumento delle buste paga azzerato dall'inflazione. E aumenta il divario tra operai e imprenditori

ROMA - Retribuzioni al palo nel 2008: secondo le stime Ires Cgil - che anticipano i dati del rapporto sui salari che saranno diffusi a gennaio - l'anno in corso si chiuderà con una crescita delle buste paga del 3,4%-3,5%, sostanzialmente alla pari con l'andamento del tasso di inflazione. Per il segretario confederale della Cgil e presidente dell'Ires, Agostino Megale, "questo significa retribuzioni ferme".

CALA LA DISPONIBILITA' REALE - "Le retribuzioni nel 2008 - spiega Megale - chiuderanno sostanzialmente alla pari con il tasso di inflazione: entrambi saranno probabilmente tra il 3,4% e il 3,5%. Questo significa che le retribuzioni saranno più alte solo nominalmente del 2007, ma più basse in termini di disponibilità reale. Nella sostanza ciò significa: retribuzioni ferme".

FORBICE - Non solo. Aumenta la forbice di reddito tra operai-impiegati e imprenditori-liberi professionisti: tra il 2002 e il 2008 le buste paga dei primi hanno fatto registrare una diminuzione di 1.600 euro mentre i redditi dei secondi sono aumentati di 9 mila euro. "Il segno dell'impatto della crisi sulle retribuzioni è evidenziato anche dalla forbice che si è prodotta nell'aumento delle disuguaglianze reali poiché tra il 2002 e il 2008, mentre le famiglie con capofamiglia imprenditore o libero professionista registrano un aumento del reddito di oltre 9 mila euro, le famiglie di impiegati o di operai subiscono una diminuzione di 1.600 euro" afferma Megale. "Ecco perché - continua - continueremo ad insistere affinché ciò che il governo non ha fatto fin qui, lo faccia a partire dal nuovo anno, riducendo le tasse sui redditi da lavoro e pensione in modo tale da poter rilanciare i consumi".

27 dicembre 2008

 

 

 

Il 19 gennaio giornata a rischio per chi deve volare

L'anno nuovo inizia con gli scioperi

Dai trasporti al pubblico impiego, già fitto il calendario delle agitazioni sindacali in varie categorie

ROMA - Il nuovo anno si apre all'insegna delle proteste. Finita la tregua per le vacanze natalizie, il mese di gennaio sarà caratterizzato da una serie di scioperi nel settore del trasporto aereo mentre a febbraio sono già in calendario due proteste nella stessa giornata di venerdì 13: si tratta dello stop annunciato in modo congiunto dai dipendenti pubblici della Fp-Cgil e dai lavoratori del primo sindacato dei metalmeccanici, la Fiom.

TRASPORTI E GIUSTIZIA - Apre la "lista" il 5 gennaio lo stop dei lavoratori di Techno Sky aderenti a Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil e Rsu per la durata di quattro ore tra le 8 e le 17. L'8 gennaio sarà la volta dei dipendenti dell'Enav aderenti all'Anpcat: la protesta sarà dalle 12 alle 16 per una durata di quattro ore. Il 12 gennaio a fermarsi saranno invece i lavoratori di Telecom aderenti a Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil con l'astensione dallo straordinario. Il 19 gennaio ancora rischi per chi deve viaggiare in aereo: incroceranno la braccia i lavoratori di Airone aderenti alla RR.SS.AA. Filt-Cgil dalle 10 alle 14, quelli del Gruppo Airone aderenti alla Fit-Cisl nello stesso orario, i dipendenti di Eurofly e Meridiana aderenti all'Anpac rispettivamente dalle 12 alle 16 e per l'intera giornata. Stop per il trasporto ferroviario invece per il 23 gennaio: i dipendenti di Fs aderenti all'Rsu/Rls dell'assemblea nazionale ferrovieri sciopereranno dalla 9 alle 17. Il 27 gennaio invece si fermeranno gli avvocati con l'astensione delle udienze e attività giudiziaria penale al Ministero per l'Unione Camere Penali italiane e la Camera penale di Roma. Ancora problemi per il trasporto aereo il prossimo 30 gennaio: i lavoratori dell'Enav aderenti al Licta incroceranno le braccia per 4 ore (dalle 12 alle 16).

PUBBLICO IMPIEGO - A febbraio, invece, è in programma lo sciopero generale di Fp-Cgil e Fiom il 13. I dipendenti del pubblico impiego della Fp protesteranno contro "il taglio ai salari a partire da gennaio da 30 a 280 euro a secondo qualifica, l'accordo "truffa" fatto a palazzo Chigi e per difendere i 60.000 precari che saranno licenziati a partire a da gennaio". La direzione della Fiom ha condiviso la proposta del comitato direttivo della Funzione pubblica: "Sarebbe incomprensibile lo svolgimento nello stesso mese di iniziative distinte tra le due categorie a fronte dell'esplicito tentativo delle nostre controparti di dividere le lavoratrici e i lavoratori del settore privato da quello pubblico". Lo sciopero e la manifestazione si svolgeranno nell'ambito delle iniziative che la confederazione definirà a sostegno della vertenza generale. La segreteria nazionale ha convocato il comitato centrale della Fiom per martedì 13 gennaio. Infine ancora disagi per chi vola: i dipendenti dell'Enav aderenti al Cila-AV si fermeranno dalle 12 alle 16.

(Agi)

27 dicembre 2008

REPUBBLICA

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2008-12-28

Secondo il rapporto sui salari dell'Ires, l'aumento è solo apparente

Il +3,4-3,5% corrisponde infatti all'andamento del tasso d'inflazione

Redditi, la denuncia della Cgil

"Retribuzioni ferme nel 2008"

Aumenta il divario con le entrate di imprenditori e liberi professionisti

Redditi, la denuncia della Cgil "Retribuzioni ferme nel 2008"

ROMA - Retribuzioni al palo nel 2008: secondo le stime Ires Cgil - che anticipa i dati del rapporto sui salari che sarà diffuso a gennaio - l'anno in corso chiuderà con una crescita delle buste paga del 3,4%-3,5%, sostanzialmente alla pari con l'andamento del tasso di inflazione. Per il segretario confederale della Cgil e presidente dell'Ires, Agostino Megale, "questo significa retribuzioni ferme".

"Le retribuzioni saranno più alte a livello nominale ma più basse in termini di disponibilità reale", rispetto all'inflazione, ripete Megale. Le conseguenze di questa stagnazione delle buste paga? "Secondo i nostri dati il calo dei consumi è un fatto reale e purtroppo destinato a peggiorare nel 2009 in assenza di interventi fiscali del governo a sostegno dei redditi e delle pensioni".

 

Ma le retribuzioni si sono fermate solo per i lavoratori dipendenti. Pertanto è aumentata la forbice di reddito tra operai-impiegati e imprenditori-liberi professionisti: tra il 2002 e il 2008 le buste paga dei primi hanno fatto registrare una diminuzione di 1.600 euro mentre i redditi dei secondi sono aumentati di 9 mila euro.

(27 dicembre 2008)

 

 

 

 

L'UNITA'

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2008-12-28

Salari al palo nel 2008, prezzi e bollette a più 6 percento

Se non ve ne siete accorti, le buste paga sono rimaste sostanzialmente ferme quest’anno. I pochi aumenti sono andati solo a compensare l’aumento dei prezzi. Lo dice l'Ires, il centro studi della Cgil, anticipando i dati del rapporto sulle retribuzioni che sarà diffuso a gennaio. Quest'anno le buste paga aumenteranno del 3,4-3,5% in linea con l'andamento dell'inflazione programmata. E quindi sono rimaste ferme.

Secondo i calcoli del sindacato di Guglielmo Epifani lo scorso anno i salari erano cresciuti del 2,3% rispetto a un aumento del tasso d'inflazione pari al 2%. Le retribuzioni saranno più alte a livello nominale, ma più basse in termini di disponibilità reale rispetto all'inflazione. Quindi in realtà i salari sono diminuiti in termini di valore reale, hanno perso terreno rispetto alla corsa effettiva dei prezzi di beni di largo consumo.

Non solo, aumenta la forbice tra le paghe più alte e quelle più basse. Aumenta cioè il divario tra le retribuzioni di operai e impiegati e imprenditori e liberi professionisti. Tra il 2002 e il 2008 le buste paga di operai e impiegati sono diminuite di 1.600 euro, mentre le retribuzioni dei secondi sono aumentate di 9mila euro.

"Se a questa riduzione di disponibilità reale per i redditi medio bassi si aggiunge la manca restituzione del fiscal drag, che solo nel 2008 vale 360 euro, si capisce la difficoltà reale dei redditi medio-bassi a cui corrisponde un calo dei consumi registrato anche in questi giorni. Ecco perchè - continua il segretario confederale della Cgil Agostino Megale- continueremo ad insistere affinchè ciò che il governo non ha fatto fin qui, lo faccia a partire dal nuovo anno, riducendo le tasse sui redditi da lavoro e pensione in modo tale da poter rilanciare i consumi". Scondo il rapporto Ires infatti il calo dei consumi che si sta manifestando anche in questi giorni "rischia di essere ancora più pesante nel 2009 a fronte di un calo della produzione industriale, dell'aumento della cassa integrazione e dei posti di lavoro a rischio".

Mentre i salari stanno al palo, prezzi e tariffe sono aumentati di quasi il 6% in termini reali. Questo secondo i calcoli dei consumatori. Vale a dire – è la stima di Adusbef e Federconsumatori- che i consumatori hanno dovuto sostenere una spesa di oltre 1.700 euro in più - a quota 32 mila euro - rispetto al 2007. Il maggior rincaro è stato quello per la nettezza urbana che è volata a un +14,6% rispetto all'anno precedente, più in alto dei rincari delle bollette energetiche - gas e luce in primis - che, complice la corsa dell'oro nero, hanno registrato aumenti fino e oltre il 13%. A fare il bilancio del caro-tariffe 2008 sono i consumatori di ricordando che "solo nell'ultima fase dell'anno vi è stato un abbassamento dell'inflazione per la forte contrazione dei consumi". I capitoli che più hanno inciso sul potere di acquisto sono stati essenzialmente due: i costi per l'abitazione derivanti dagli aumenti "spropositati nel corso dell'anno dei prezzi del petrolio (luce,gas,acqua,rifiuti urbani) e quelli della spesa agroalimentare. Vivere, insomma.

Secondo un'indagine della Fipe-Confcommercio, la federazione del pubblici esercizi, per venire incontro al ridotto potere d’acquisto dei consumatori il 30% dei ristoratori ha ridotto i prezzi del cenone-veglione di Capodanno che costerà in media 83,50 euro, cioè il 6,9% in meno rispetto al prezzo del 2007. Si stima che saranno quasi 5 milioni e mezzo le persone che sceglieranno il ristorante per consumare il cenone e stare con gli amici fino a notte inoltrata con una flessione quasi impercettibile (0,6%) sul 2007.

27 dicembre 2008

 

 

 

Natale più povero, cala del 20 percento la spesa

Un Natale amaro per gli italiani, o almeno più povero. Si sapeva, ma ora ci sono i dati, elaborati dalle organizzazioni dei consumatori. Rispetto allo scorso anno gli acquisti sono calati mediamente del 20% e a risentire particolarmente della crisi sono stati soprattutto gli addobbi della casa (-25%), l'abbigliamento e calzature (-23%) e i giocattoli -10%. Stabili invece i consumi alimentari.

Si tratta dei primi dati a consuntivo, cioè a pacchi scartati e cenone mangiato, elaborati dall’associazione di consumatori Codacons secondo cui gli unici settori a far registrare segno positivo sono stati hi-tech e lusso, che hanno retto molto bene in queste festività. Complessivamente la spesa pro capite per Natale (regali, casa, alimentari) non ha superato i 200 euro. "Questi dati non promettono niente di buono per i prossimi saldi invernali - sottolinea il presidente Codacons Carlo Rienzi - prevediamo infatti una contrazione degli acquisti da parte dei cittadini che potrà arrivare fino al 30% rispetto ai saldi 2007".

Secondo i dati dell'Eurochambres, l'associazione delle Camere di Commercio europee, quest'anno i consumi delle famiglie europee sono diminuiti dello 0,3% "a causa di un generalizzato clima di sfiducia" e le stime per il 2009 confermano "questa dinamica recessiva per la spesa familiare" (-0,3%) che dovrebbe attestarsi ai livelli simili di quelli del 2008. L'indagine delle Camere di commercio riguarda però ancora l'inizio del mese di ottobre e intravede solo una tendenza basata sul pessimismo dei consumatori. Più ottimiste invece le stime degli imprenditori europei e italiani per il 2009: in generale il bilancio tra quelli che prevedono un aumento delle vendite domestiche e quelli che si aspettano una contrazione sale al +13,1. Questa fiducia in Italia è concentrata soprattutto nellew regioni centralimentre nel resto del territorio le attese sono più contenute: meno del 10% nel Nord e nel Sud e isole.

Anche negli Usa arrivano i primi dati sul crollo degli acquisti natalizi. Secondo i dati preliminari raccolti da SpendingPulse -divisione di ricerca di MasterCard Advisors – le vendite al dettaglio relative al periodo compreso tra il primo novembre e il 24 dicembre sono scese infatti tra il 5,5% e l'8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Escluse le vendite della benzina e del settore auto, il calo è stato tra il 2 e il 4 per cento.

26 dicembre 2008

 

 

 

 

Scioperi, calendario fitto ad anno nuovo dai treni alle fabbriche

Finita la tregua per le vacanze natalizie, è fitto il calendario di scioperi del mese di gennaio soprattutto nel settore del trasporto, aereo e non, mentre a febbraio sono già in programma due proteste nella stessa giornata di venerdì 13, giorno in cui si fermano sia i dipendenti pubblici della Fp-Cgil sia i metalmeccanici della Fiom.

Apre la lista il 5 gennaio lo stop dei lavoratori di Techno Sky aderenti a Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil e Rsu per la durata di quattro ore tra le 8 e le 17. L'8 gennaio sarà la volta dei dipendenti dell'Enav aderenti all'Anpcat: la protesta sarà dalle 12 alle 16 per una durata di quattro ore.

Il 12 gennaio a fermarsi saranno invece i lavoratori di Telecom aderenti a Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil con l'astensione dallo straordinario. Il 19 gennaio ancora rischi per chi deve viaggiare in aereo: incroceranno la braccia i lavoratori di Airone aderenti alla RR.SS.AA.

Filt-Cgil dalle 10 alle 14, quelli del Gruppo Airone aderenti alla Fit-Cisl nello stesso orario, i dipendenti di Eurofly e Meridiana aderenti all'Anpac rispettivamente dalle 12 alle 16 e per l'intera giornata.

Stop per il trasporto ferroviario invece per il 23 gennaio: i dipendenti di Fs aderenti all'Rsu-Rls dell'assemblea nazionale ferrovieri sciopereranno dalla 9 alle 17. Il 27 gennaio invece si fermeranno gli avvocati con l'astensione delle udienze e attività giudiziaria penale al ministero per l'Unione Camere Penali italiane e la Camera penale di Roma.

Ancora problemi per il trasporto aereo il prossimo 30 gennaio: i lavoratori dell'Enav aderenti al Licta incroceranno le braccia per 4 ore (dalle 12 alle 16). A febbraio, invece, è in programma lo sciopero generale di Fp-Cgil e Fiom il 13. I dipendenti del pubblico impiego della Fp protesteranno contro "il taglio ai salari a partire da gennaio da 30 a 280 euro a secondo qualifica, l'accordo 'truffà fatto a Palazzo Chigi e per difendere i 60.000 precari che saranno licenziati a partire a da gennaio". La direzione della Fiom ha condiviso la proposta del comitato direttivo della Funzione pubblica: "Sarebbe incomprensibile lo svolgimento nello stesso mese di iniziative distinte tra le due categorie a fronte dell'esplicito tentativo delle nostre controparti di dividere le lavoratrici e i lavoratori del settore privato da quello pubblico". Lo sciopero e la manifestazione si svolgeranno nell'ambito delle iniziative che la confederazione definirà a sostegno della vertenza generale. La segreteria nazionale ha convocato il comitato centrale della Fiom per martedì 13 gennaio. Infine ancora disagi per chi vola: i dipendenti dell'Enav aderenti al Cila-Av si fermeranno dalle 12 alle 16.

27 dicembre 2008

 

 

 

 

 

 

il SOLE 24 ORE

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2008-12-19

 

 

 

 

 

 

 

 

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